Vinitaly 2025

La visione di Enrico Cammareri, CEO di Geppa

Le aziende devono essere pronte a raccontare la loro storia, a trasmettere la propria identità e unicità, generando curiosità e interesse ben prima dell’apertura dei cancelli di Vinitaly.

Tempo di Vinitaly 2025, la 24esima partecipazione per Enrico Cammareri.

Vinitaly: un evento vissuto sotto molteplici ruoli: da WineLover, standista, wine selector, PR e, negli ultimi anni, consulente digitale. Un’occasione per riflettere sull’evoluzione del settore e sull’importanza di appuntamenti come questo. Nel corso degli anni, Enrico ha notato un cambiamento nelle dinamiche di Vinitaly 2025.
Le fiere non sono più ciò che erano una volta.

Oggi, infatti, non si raccolgono più ordini, le trattative non sono accese, eppure molte aziende non si preparano come dovrebbero. La raccolta di contatti, come le email, viene spesso trascurata. Manca una gestione diversificata tra WineLovers e operatori del settore.
“Non basta più essere presenti, è necessario un approccio strategico”, osserva Enrico. Per lui, l’evento dev’essere preparato con largo anticipo, con un focus sulla qualità dell’accoglienza e sull’ottimizzazione delle risorse.

Cambiamenti e nuove opportunità: il ruolo degli operatori esteri

Un altro aspetto che il CEO di Geppa sottolinea è il risveglio per la crescente partecipazione di operatori esteri. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito a un rinnovato interesse internazionale per Vinitaly. Grazie non solo degli sforzi dell’ente fiera nell’attrarre buyer e stakeholder di rilievo, ma anche della crisi del ProWein, che ha aperto nuove opportunità di mercato.

In passato Vinitaly era percepito come un evento conviviale, con la distinzione “al ProWein per lavorare, al Vinitaly per festeggiare”.

Oggi questa narrazione sta cambiando. Vinitaly sta evolvendo in una piattaforma strategica per il business. Un punto di incontro dove produttori, distributori e professionisti del settore possono confrontarsi sulle sfide globali del mercato vinicolo.

Dalle nuove tendenze di consumo alle strategie di export, fino alle dinamiche di sostenibilità e digitalizzazione.

L’aumento della presenza di buyer internazionali e la crescita delle agende B2B testimoniano questa trasformazione, rendendo l’evento non solo una vetrina per il Made in Italy, ma un vero e proprio hub di networking e innovazione per l’industria vinicola.

Il prezzo degli ingressi e la necessità di giornate esclusive per gli operatori

Un altro punto che Enrico solleva riguarda il costo degli ingressi per il pubblico. Nonostante i prezzi proibitivi, molti privati riescono comunque ad accedere alla fiera. Per lui, una separazione tra operatori e privati sarebbe necessaria. “Una giornata esclusiva per gli operatori del settore sarebbe non solo necessaria, ma anche qualificante”, afferma. Una giornata dedicata esclusivamente ai professionisti
potrebbe migliorare la qualità delle relazioni e delle opportunità di business.

Verso un nuovo approccio alle fiere

Dopo Vinitaly 2025, Enrico crede che il settore debba rivedere il proprio approccio alle fiere. La preparazione deve essere mirata e i professionisti devono adattarsi alle nuove dinamiche del mercato. Le fiere non sono più solo un’occasione per esporre il proprio prodotto, ma devono diventare un’opportunità per sviluppare strategie di marketing più sofisticate, per raccogliere contatti e per analizzare le tendenze di mercato.

Guardando quindi al futuro, il 2025 sarà l’occasione per una nuova evoluzione del modo in cui le aziende si preparano per eventi come Vinitaly. “Non basta più arrivare con un prodotto, bisogna comunicarlo prima dell’evento”, afferma.

Il 2025 dovrà essere l’anno in cui le aziende iniziano a far parlare di sé ben prima di mettere piede a questo tipo di eventi. In un mercato sempre più competitivo, non basta più presentarsi con un buon prodotto: è essenziale costruire una narrazione coinvolgente e generare attenzione già nei mesi precedenti alle fiere. Che si tratti di una nuova etichetta, di un prodotto innovativo o di un listino rinnovato, la strategia vincente è quella di creare aspettativa, sfruttando tutti i canali di comunicazione disponibili, dai social media alle collaborazioni con influencer e stampa di settore.

“Le aziende devono essere pronte a raccontare la loro storia, a trasmettere la propria identità e unicità, generando curiosità e interesse ben prima dell’apertura dei cancelli di Vinitaly”, sottolinea Enrico.
Solo così potranno distinguersi, attirare l’attenzione dei buyer e trasformare l’evento in un’occasione di business concreta, massimizzando il ritorno sull’investimento e consolidando la propria presenza nel panorama internazionale del vino.