Come vendere all’estero vino e prodotti agroalimentari: una guida completa

Tutto quello che ancora non sai su come vendere il tuo vino all’estero, export agroalimentare e molto altro

Il settore agroalimentare italiano ha dimostrato ancora una volta la sua resilienza e capacità di competere sui mercati internazionali, chiudendo il 2023 con un valore complessivo delle esportazioni di oltre 52 miliardi di euro, pari a un incremento del +6,6% rispetto all’anno precedente.

Esportare vino e prodotti agroalimentari all’estero rappresenta un’opportunità strategica per le aziende italiane di ampliare il proprio mercato, aumentare le vendite e incrementare i profitti.

Nel 2023 vendere all’estero vino e prodotti agroalimentari non è stato semplice. Tra l’aumento dei costi di produzione, l’instabilità geopolitica e le difficoltà legate alle catene di approvvigionamento, settore vinicolo e agroalimentare ha dovuto far fronte a diverse sfide riuscendo a raggiungere dei buoni risultati.

Nonostante questo, 52 miliardi di export fatturato dalle aziende agroalimentari italiane è un dato positivo che conferma la posizione di leadership dell’Italia nel panorama agroalimentare globale, con un export che rappresenta circa il 15% della produzione nazionale.

Panoramica vendite all’estero del settore vinicolo

Il settore vinicolo italiano ha saputo mantenere la sua crescita, con un valore delle esportazioni che ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro, attestandosi a un -0,8% rispetto al 2022.

Un risultato significativo, se si considera il calo della produzione (-4%) e la flessione dei volumi esportati (-1%).

A trainare la crescita dell’export vinicolo italiano sono stati i mercati extra UE, con un aumento del +4,2%, mentre i mercati UE hanno registrato un calo del -2,9%.

Tra i principali mercati di destinazione per il vino italiano figurano gli Stati Uniti, la Germania, la Cina, il Regno Unito e il Canada.

Panoramica vendite all’estero del settore alimentare

I settori che hanno registrato la crescita maggiore sono stati quelli della pasta (+10,1%), dell’olio d’oliva (+12,7%) della carne (+8,9%) e dell’ortofrutta fresca (+9%)

I tre principali mercati di sbocco si riconfermano essere Germania, Francia e Stati Uniti con più del 37% di flussi commerciali indirizzati a questi paesi.

Anche per i prodotti alimentari, i mercati extra UE hanno trainato la crescita, con un aumento del +9,1%, mentre i mercati UE hanno registrato un incremento del +6,3%.

Tra i principali mercati di destinazione per i prodotti alimentari italiani figurano la Germania, la Francia, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina.

Normativa per la vendita all’estero di vino e prodotti agroalimentari

Normativa italiana

  • Legge 238 del 12 dicembre 2016, ovvero il “Testo Unico del Vino” disciplina la coltivazione della vite e la produzione e il commercio del vino.
    • Semplificazione burocratica: Ha lo scopo di semplificare la burocrazia, introducendo numerose novità riguardanti la produzione, la commercializzazione e il sistema dei controlli nel settore vinicolo.
    • Raggruppamento di leggi: Raggruppa e semplifica tre importanti testi base per il settore: il decreto legislativo n.61 del 2010, la legge n. 82 del 2006 e il decreto legislativo n.260 del 2000.
    • Disposizioni operative: Contiene disposizioni operative per l’applicazione della legge stessa, come il sistema di controllo e vigilanza per i vini che non vantano una DOP o IGP e sono designati con l’annata e il nome delle varietà di vite.
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011: disciplina l’etichettatura dei prodotti alimentari.
  • Imposta sul valore aggiunto: l’IVA è sempre dovuta nello stato UE di destinazione dei prodotti, fin dalla prima vendita, senza che si applichi alcuna soglia di volume d’affari annuo (art. 41 del D.L. 331/1993)
  • Regime di rintracciabilità e sicurezza alimentare: garantisce la tracciabilità dei prodotti alimentari lungo tutta la filiera produttiva.

Normativa comunitaria per l’export di vino e prodotti agroalimentari: spiegazione dettagliata

La normativa comunitaria relativa all’export di vino e prodotti agroalimentari è un insieme complesso di regolamenti che definiscono i requisiti e le procedure per l’esportazione di questi prodotti all’interno dell’Unione Europea e verso paesi terzi.

I tre regolamenti più importanti per vendere all’estero vino e prodotti agroalimentari:

1. Regolamento (UE) n. 1308/2013:

  • Disciplina l’organizzazione comune dei mercati agricoli (OCMA): stabilisce un quadro normativo per la regolamentazione dei mercati agricoli, con l’obiettivo di garantire un reddito equo agli agricoltori, stabilizzare i prezzi dei prodotti agricoli e fornire un approvvigionamento alimentare sicuro e di qualità ai consumatori.
  • Regolamenta misure di sostegno per la produzione agricola: come sovvenzioni, aiuti diretti e programmi di sviluppo rurale.
  • Definisce le norme per l’intervento pubblico sui mercati agricoli: in caso di fluttuazioni dei prezzi o di altri squilibri di mercato.

2. Regolamento (UE) n. 2017/625:

  • Disciplina le indicazioni geografiche (IG) dei prodotti vitivinicoli: stabilisce i requisiti per l’utilizzo di denominazioni geografiche protette (DOP) e indicazioni geografiche (IG) per i vini prodotti in determinate zone geografiche.
  • Protegge la reputazione dei vini di qualità: garantendo che solo i vini prodotti in conformità a rigorosi disciplinari di produzione possano utilizzare le denominazioni DOP e IG.
  • Promuove la valorizzazione dei territori vitivinicoli: contribuendo allo sviluppo socio-economico delle aree di produzione.

3. Regolamento (UE) n. 1169/2011:

  • Disciplina l’etichettatura dei prodotti alimentari: stabilisce le informazioni obbligatorie che devono essere riportate sull’etichetta dei prodotti alimentari. Come:
    • la denominazione dell’alimento
    • l’elenco degli ingredienti
    • le informazioni nutrizionali
    • la data di scadenza
    • le modalità di conservazione.
  • Garantisce la trasparenza delle informazioni ai consumatori: permettendo loro di fare scelte informate sugli alimenti che acquistano.
  • Protegge i consumatori da pratiche ingannevoli: vietando l’utilizzo di etichette ingannevoli o che possano indurre in errore i consumatori.

Oltre a questi tre regolamenti, la normativa comunitaria per l’export di vino e prodotti agroalimentari include anche:

  • Regole sanitarie e fitosanitarie: per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti alimentari.
  • Norme doganali: per l’esportazione e l’importazione di prodotti agroalimentari.
  • Regole sulla tutela della proprietà intellettuale: per proteggere le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche dei prodotti agroalimentari.

Per esportare vino e prodotti agroalimentari all’estero, le aziende devono conformarsi a tutte le normative comunitarie pertinenti.

È importante sottolineare che la normativa comunitaria è in continua evoluzione, pertanto è consigliabile consultare regolarmente le fonti ufficiali per rimanere aggiornati sulle ultime modifiche.

Le dogane, l’export di vino e prodotti agroalimentari

Le dogane svolgono un ruolo fondamentale nell’export di vino e prodotti agroalimentari, garantendo il rispetto delle normative comunitarie e nazionali in materia di commercio internazionale.

Ecco le principali funzioni delle dogane nell’export di vino e prodotti agroalimentari:

  • Controllo delle merci: Quando si tratta di vendere all’estero le dogane verificano la conformità delle merci esportate ai requisiti comunitari e nazionali, in termini di sicurezza alimentare, etichettatura, tracciabilità e origine.
  • Sdoganamento: le dogane rilasciano i documenti doganali necessari per l’esportazione delle merci, come la dichiarazione doganale di esportazione e il Documento di accompagnamento delle merci (DAM).
  • Riscossione dei dazi doganali e di altre imposte: le dogane applicano i dazi doganali e le altre imposte applicabili alle merci esportate, in base alla tariffa doganale e al paese di destinazione.
  • Lotta alla contraffazione e alla pirateria: le dogane vigilano per contrastare l’immissione in commercio di prodotti contraffatti o che violano i diritti di proprietà intellettuale.
  • Raccolta di statistiche sul commercio internazionale: le dogane raccolgono dati sul flusso di merci in entrata e in uscita dal territorio doganale dell’Unione Europea. Monitorano gli scambi commerciali e supportare le politiche commerciali nazionali e comunitarie.

Per esportare vino e prodotti agroalimentari, le aziende devono seguire un iter procedurale ben definito presso le dogane:

  1. Presentazione della dichiarazione doganale di esportazione: l’azienda esportatrice deve compilare e presentare alle dogane una dichiarazione doganale di esportazione. Deve descrivere le merci esportate, il loro valore, il paese di destinazione e altre informazioni rilevanti.
  2. Controllo delle merci: le dogane possono effettuare un controllo fisico delle merci esportate per verificarne la conformità ai requisiti doganali.
  3. Rilascio del Documento di accompagnamento delle merci (DAM): se le merci sono conformi ai requisiti doganali, le dogane rilasciano il DAM, che accompagna le merci fino alla destinazione finale.
  4. Pagamento dei dazi doganali e di altre imposte: l’azienda esportatrice deve pagare i dazi doganali e le altre imposte applicabili alle merci esportate.
  5. Sdoganamento: una volta completate tutte le formalità doganali, le merci possono essere esportate dal territorio doganale dell’Unione Europea.

Best practice per vendere all’estero vino, pasta, olio e molto altro

Individuare i mercati esteri più promettenti

  • Analizzare i trend di mercato, i gusti dei consumatori e le opportunità di business nei diversi paesi del mondo.
  • Analisi SWOT: Un’analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats) può aiutarti a capire i tuoi punti di forza e di debolezza, nonché le opportunità e le minacce nel mercato di destinazione.
  • Focalizzare l’attenzione su:
    • mercati al momento più proficui
    • partner commerciali che hanno dimostrato maggiore solidità e continuità di rapporti nel corso del tempo.
  • Valutare fattori come il reddito pro capite, la cultura alimentare e la concorrenza locale.
  • Partecipare a fiere internazionali e ad eventi di settore per raccogliere informazioni e contatti.
  • Avere un quadro esaustivo della situazione corrente insieme ad un prospetto futuro sull’andamento di mercato, ovvero compiere analisi dei dati sempre aggiornati.

Creare una strategia di marketing efficace per l’export

  • Sviluppare un brand internazionale che sia riconoscibile e attraente per i consumatori esteri.
  • Sviluppare la brand identity supportata da un buon storytelling.
  • Realizzare campagne di comunicazione mirate
  • Utilizzare i canali di comunicazione più efficaci per raggiungere il pubblico di riferimento.
  • Implementare l’utilizzo di canali di comunicazione digitali.
  • Predisporre un piano editoriale che punti alla conoscenza del prodotto e poi alla fidelizzazione del cliente
  • Creare un sito web in lingua straniera e tradurre i materiali informativi e promozionali.
  • Partecipare a fiere internazionali e ad eventi di settore per promuovere i propri prodotti.

Scegliere i giusti canali di vendita per l’export

  • Online marketplaces: piattaforme di e-commerce internazionali come Alibaba, Amazon e AliExpress.
  • Fiere internazionali: eventi di settore dedicati ai professionisti del food & beverage.
  • Distributori locali: aziende specializzate nella distribuzione di prodotti agroalimentari nei mercati esteri.
  • Valutazione dei partner: Se si sceglie di lavorare con distributori bisogna includere:
    • la verifica delle loro credenziali.
    • la comprensione della loro rete di distribuzione.
    • la valutazione della loro reputazione sul mercato.
  • Reti di vendita all’ingrosso: grossisti che rivendono i prodotti ai rivenditori finali.
  • Supporto post-vendita e customer care: Infine, è importante considerare il supporto post-vendita:
    • Includere servizi come la consegna e il servizio clienti.
    • Mantenere sempre un rapporto attivo con la clientela attraverso feedback online

Gestire la logistica e la spedizione dei prodotti all’estero

  • Scegliere un partner logistico affidabile e specializzato nell’export di vino e prodotti agroalimentari.
  • Curare l’imballaggio dei prodotti per garantire la loro integrità durante il trasporto.
  • Assicurare la merce contro eventuali danni o smarrimenti.
  • Occuparsi delle pratiche doganali e della documentazione necessaria per l’esportazione.

Tutelare la proprietà intellettuale all’estero

  • Registrare il proprio marchio e le proprie indicazioni geografiche nei paesi di destinazione.
  • Depositare brevetti per proteggere le proprie invenzioni.
  • Affidarsi a un consulente legale specializzato in proprietà intellettuale.

Il futuro delle esportazioni

Guardando al futuro, le prospettive per l’export agroalimentare italiano sono positive. Grazie alla crescente domanda globale di prodotti alimentari di alta qualità e alla reputazione di eccellenza che l’Italia vanta in questo settore.

Tuttavia, le aziende italiane dovranno continuare ad affrontare diverse sfide. L’aumento dei costi di produzione, l’instabilità geopolitica e le difficoltà legate alle catene di approvvigionamento.

Per rimanere competitive sui mercati internazionali, sarà fondamentale puntare sull’innovazione, sulla sostenibilità e sulla promozione del Made in Italy.

In questo contesto, saper scegliere partner esperti e competenti per supportare le aziende italiane nel loro processo di internazionalizzazione è fondamentale.

Risorse utili